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Un saluto alla nostra Mathaji

Cara Leda,

in tanti ci siamo sentiti orfani in questi giorni,
senz'altro i tuoi figli: Daniela e Luca;
i tuoi nipoti: Serena, Giulia, Liliana e Alessio,
di cui non smettevi mai di parlarci e di farci vedere le foto.
Penso a Purpa e ai bimbi del Nepal
che tu hai voluto con forza sostenere.
Penso agli amici indiani
e ai bimbi di “ LEDA MATAJI SCHOOL”
che sempre ti hanno chiamato mamma.
Penso a noi che ti abbiamo seguito lungo i sentieri dello yoga
e abbiamo volato insieme
nelle profondità della mente e del cuore.
Penso ai nostri figli...
di cui ti sei sempre occupata con calore ed amore.

In questi giorni
dove il tuo ricordo è diventato struggente
mi ha colpito la reazione di Margherita, una “tua” ragazzina
che alla notizia della morte
ha detto sbigottita: “ma come! Credevo che Leda fosse immortale”

Cara Leda,
c'era in te qualcosa che ti faceva grande.
La tua personalità non passava inosservata.
L'unico sentimento che non si poteva provare con te
era l'indifferenza.
Hai sempre preferito diventare antipatica
piuttosto che essere ipocrita.

Il tuo essere zolla fertile ,
il tuo lasciarti penetrare dall'infinito
per ridistribuirne doni e vibrazioni,
ti rendevano unica,
ti rendevano Madre.

Impossibile non pensare a te senza associarti alla bellezza
di cui volevi sempre circondarti.
Quella ricerca continua, a volte eccessiva del bello,
non ti faceva digerire le brutture della vita, la sofferenza, il dolore...

Solo in questi giorni ho compreso
che questa tua aspirazione, questo tuo desiderio di bellezza
era la tua tensione
verso quell'orizzonte infinito
che in molti chiamiamo DIO e
che altro non può essere
che BELLEZZA SENZA FINE.

Quell'orizzonte infinito
che hai sempre cercato
e che ora, liberata dal tuo corpo mortale,
potrai finalmente contemplare,
libera da ogni stortura.

A me, a noi,
non resta che ringraziare
per il dono grande di averti avuto come amica.
Sappiamo bene quel che perdiamo
perché un'amica come te,
qui sulla terra,
non sarà facile ritrovare.

Rimane di consolazione
la certezza che sarai con noi
ogni volta che ascolteremo Mozart,
ogni volta che guarderemo un bel tramonto,
ogni volta che sentiremo la voce del mare,
ma soprattutto ogni volta che chiuderemo gli occhi
e troveremo la PACE
che sempre si annida
nella profondità del silenzio.

Giorgia